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Dicembre 2008:Achab incontra Gerald Blackie, fondatore e ideatore di Kaseya |
Buongiorno Gerald e grazie per avere accettato di rilasciare un'intervista ad Achab.
Come è nata l'idea di fondare Kaseya?
Nel 2000 Mark Sutherland e Paul Wong, con un finanziamento erogato da un business angel, fondarono Kaseya. L'obiettivo era di sviluppare uno strumento per la distribuzione delle chiavi di un sistema PKI (public key/private key).
A tale strumento furono aggiunte quasi subito la funzionalità di auditing e una serie di utility per la gestione dell'IT in generale. I clienti cominciarono a richiedere l'aggiunta di features in questa direzione; in pratica nessuno era interessato alle infrastrutture PKI.
E così l'azienda aggiustò il tiro concentrandosi sull'offerta di un tool sempre più completo per la gestione di reti e sistemi.
In coincidenza dei drammatici eventi dell'undici settembre 2001, Kaseya era in cerca del primo round di finanziamento da parte di un venture capitalist.
Ma a quel punto era pressoché impossibile trovarne uno.
Il primo effetto fu che il business angel uscì dal capitale perché non era disposto a iniettare ulteriori liquidi nell'azienda.
Questo significava in sostanza la fine per Kaseya, per come era nata. Ma Mark e Paul decisero di rilevare le quote del business angel e di continuare lo sviluppo del prodotto da soli, riducendo drasticamente i costi. E così fecero.
Arriviamo così all'inizio del 2003 quando io avevo costituito una società per produrre uno strumento molto simile a Kaseya, il cui sviluppo tuttavia non procedeva molto bene. Il mio collaboratore Kevin Frank, che lavora ancora con noi, trovò sul web il software Kaseya.
Fu l'incontro giusto al momento giusto: Mark e Paul ed io fondemmo le nostre realtà in quella che è l'attuale Kaseya.
Quando abbiamo cominciato, nel 2003, i ricavi di Kaseya erano molto bassi, circa sessantamila dollari all'anno. Abbiamo più che raddoppiato ogni anno e completeremo il 2008 con un fatturato di circa cinquanta milioni di dollari, con contratti in essere per più di cento milioni.
Una curiosità: che cosa significa "Kaseya"?
E' una parola Sioux che significa "servire e proteggere". All'inizio eravamo tutti un po' perplessi circa un nome che nemmeno noi riuscivamo a scrivere senza errori. Ma poi ci siamo abituati e i clienti non sembrano avere avuto alcun problema.
E oggi sembra il nome più naturale del mondo.
Quante persone lavorano in Kaseya?
Oggi più di duecento persone lavorano in Kaseya, distribuite in tutto il mondo. La holding centrale è in Svizzera; abbiamo poi diverse sedi negli Stati Uniti e in molte altre nazioni: Regno Unito, Olanda, Francia, Jersey, Sudafrica, India, Singapore, Hong Kong, Australia e Brasile.
A quali principi vi ispirate per sviluppare Kaseya?
L'obiettivo primario è l'automazione dei servizi IT. Vogliamo rendere l'IT un insieme di procedure ripetibili e consentire così a chi ci lavora di essere più efficiente.
Lo strumento Kaseya deve pertanto spaziare in tutti gli aspetti dell'IT che possano essere proceduralizzati e automatizzati.
In questi tempi di economia debole prodotti come Kaseya consentono di cambiare le dinamiche produttive, migliorandole.
Vogliamo dare uno strumento che racchiuda in un'unica interfaccia tutte le funzionalità necessarie a gestire al meglio un sistema IT, con i minori costi possibili.
In che direzione andrà lo sviluppo nel prossimo futuro?
Nel 2009 è prevista l'implementazione di nuove funzionalità in Kaseya e il rilascio sia delle nuove versioni dei moduli Backup and Disaster Recovery, Endpoint Security e User State Management sia di nuovi servizi che aiuteranno i nostri clienti ad essere più produttivi e ad aumentare efficienza, ricavi e profitti.
Proprio come è avvenuto negli ultimi anni, Kaseya continuerà a sviluppare appli-cazioni e servizi nell'ottica di un'unica piattaforma integrata per la gestione e l'erogazione dei servizi IT.
Come immagina il mercato dei servizi IT a cinque anni?
Oggi l'IT è considerato un insieme di strumenti tecnici completamente scollegato dall'ambito economico e finanziario dell'azienda.
Il più grande cambiamento sarà, secondo me, l'integrazione dell'IT con i sistemi ERP per dare vita ai sistemi ITRP. In questo modo il fornitore di servizi IT, o il dipartimento IT interno all'azienda, avranno la possibilità di gestire non solo gli aspetti tecnici ma anche quelli finanziari e gestionali legati all'IT: dalla semplice gestione delle licenze utilizzate dalle risorse umane all'implementazione delle procedure ITIL… in sintesi credo che l'IT sarà affrontato con una logica industriale, esattamente come la produzione o gli approvvigionamenti.
Quali sono i Suoi hobby?
Ne ho tantissimi.
Famiglia e amici innanzitutto. E poi sport: sci, golf, tennis, mountain bike, pesca d'altura e navigare in generale. Oltre a Kaseya, naturalmente :-)
